Mentre il calcio italiano cerca faticosamente di raccogliere i cocci dell’ennesimo fallimento mondiale, tocca aggrapparsi a quel poco di buono che passa il convento. Le dimissioni di Rino Gattuso, incapace di staccare il pass per la rassegna iridata di quest’estate, hanno lasciato un vuoto che la Federazione sta cercando di colmare. Come sempre accade in questi momenti di psicodramma sportivo, spuntano le suggestioni più disparate per la panchina. Qualcuno ha persino sondato il terreno con José Mourinho, attualmente alla guida del Benfica, incassando però un garbato ma netto rifiuto. Lo Special One l’ha inquadrata con la sua solita lucidità: l’Italia non ha alcun bisogno di affidarsi a un commissario tecnico straniero. Ci sono Allegri, c’è Conte, ci sarebbero almeno altri cinque o sei profili perfettamente in grado di gestire quella pressione. La soluzione è in casa, basta solo volerla percorrere senza farsi prendere dall’ansia esterofila.
Una parziale boccata d’ossigeno, in un clima generale piuttosto pesante, ce l’hanno regalata i ragazzi di Nunziata. L’Europeo Under 21 in Slovacchia è iniziato col piede giusto per gli azzurrini, capaci di sbrigare la pratica Romania con un 1-0 al debutto che fa classifica e morale. A decidere la sfida ci ha pensato Baldanzi alla mezz’ora, anche se gran parte del merito va riconosciuto a Desplanches. Nel secondo minuto di recupero del primo tempo, il nostro portiere ha neutralizzato un rigore a Munteanu, un bel pasticcio concesso per un’ingenuità di Ndour che rischiava di complicare tutto. Superato lo spavento, nella ripresa l’Italia ha abbandonato il possesso palla un po’ sterile dei primi quarantacinque minuti diventando decisamente più fluida. Le occasioni per chiuderla non sono mancate, con Baldanzi che ha visto una sua conclusione dal limite stamparsi sul palo dopo una mezza papera di Sava, e capitan Pirola che ha sfiorato il raddoppio di testa da centro area. Una gestione del vantaggio non esente da brividi, a dirla tutta. C’è stato un gol annullato a Stoica per un fuorigioco provvidenziale e, in pieno recupero, un buco clamoroso di Ruggeri ha permesso a Mitrov di presentarsi tutto solo al limite dell’area. Per nostra fortuna, con Desplanches uscito con un tempo di ritardo, l’attaccante romeno ha provato un pallonetto finendo per allargare troppo la mira. Poco importa, contavano i tre punti. Nel girone A guidiamo a quota tre in coabitazione con la Spagna, vittoriosa per 3-2 sui padroni di casa della Slovacchia, che saranno proprio i nostri prossimi avversari sabato 14.
Se la Nazionale giovanile ritrova il sorriso, il rientro nel tritacarne del calcio di club ci sbatte in faccia le solite dinamiche di un campionato logorante. La Fiorentina che si prepara al big match di lunedì contro la Roma ne è l’emblema perfetto, ritrovandosi letteralmente all’osso nel reparto offensivo. La società ha fatto sapere che Moise Kean non sarà della partita, avendo usufruito di un permesso per motivi familiari dal primo al quattro maggio; si rivedrà al Viola Park solamente la mattina del 5 per proseguire le terapie. Un’assenza che paradossalmente sposta poco gli equilibri tattici, considerando che l’attaccante si porta dietro da mesi una fastidiosa noia al perone e difficilmente sarebbe sceso in campo. Il vero dramma per i viola è che l’infermeria somiglia a un lazzaretto. Piccoli rimane in fortissimo dubbio a causa di un risentimento all’adduttore patito contro il Sassuolo, una tegola che costringerà l’allenatore a inventarsi l’attacco dal nulla. Aggiungeteci che Gosens e Parisi stanno lavorando a scartamento ridotto e che Fortini, insieme al lungodegente Lamptey, salterà sicuramente l’appuntamento. Una situazione di totale emergenza che racconta benissimo la fatica e l’attrito fisico con cui le nostre squadre stanno arrivando al traguardo finale.
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